Milan, servirà un’impresa ma l’Atalanta indica la strada… Ecco cosa deve succedere

Il messaggio uscito forte e chiaro da Milanello alla vigilia, e dal prato del Dragao pochi minuti prima del match, invitava tutti a una visione equilibrata a prescindere da quello che sarebbe poi stato il risultato sul campo:: “È una partita importante, ma non è da dentro o fuori”, avevano detto in coro Pioli e Maldini. Volendosi basare sull’aritmetica, la considerazione è ineccepibile. Osservando la classifica, i dubbi ora assumono proporzioni ingombranti. E analizzando la prestazione, aumentano ulteriormente considerata l’involuzione più o meno totale del Milan dopo l’ottima prestazione con l’Atletico.

La classifica piange, ma volendo distillare qualche goccia di ottimismo, non è ancora una sentenza. Ottimismo per forza di cose limitato ma doveroso, considerando che seconda e terza in classifica non hanno scavato un fossato, ma un solco che con una serie di vittorie e qualche incastro favorevole potrebbe essere colmato. Chiariamo subito: la base di qualsiasi ragionamento è che servirà in ogni caso un’impresa e che occorre vincere. Possibilmente tutte e tre, come ha ricordato Maldini ieri e Pioli qualche giorno fa. Attenzione però, come dicevamo, anche agli intrecci favorevoli. Senza eccedere nelle proiezioni forzatamente ottimistiche, è però interessante rispolverare un precedente molto confortante, che riguarda proprio un’italiana. Champions 2019-20, l’Atalanta che pareva – proprio come il Milan – spacciata dopo tre sconfitte nelle prime tre uscite, si qualificò agli ottavi come seconda del gruppo C e le furono persino sufficienti 7 punti, ovvero due sole vittorie. Il girone era composto da City, Shakhtar e Dinamo Zagabria e – ecco la situazione a cui aggrapparsi per mantenere in vita il filo di speranza – dopo tre giornate la classifica era identica a quella nel girone attuale del Milan: City 9 punti, Shakhtar e Dinamo 4, Atalanta 0. I bergamaschi non riuscirono a vincere nemmeno il quarto match (1-1 col City), ma sconfissero Dinamo e Shakhtar nelle ultime due giornate.

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